Il numero di persone che condividono una o più malattie croniche è drasticamente aumentato negli ultimi anni innescando ripercussioni economiche anche nel settore dell’occupazione. Si calcola che un lavoratore su quattro è affetto da una o più patologie, pari, nel nostro Paese a circa 6.750.000.
La crescente prevalenza di malattie croniche è dovuta a diverse ragioni: In primo luogo si è allungata l’aspettativa di vita con conseguente innalzamento dell’incidenza di patologie legate all’età; In secondo luogo, tra la popolazione europea sono in aumento gli stili di vita non sani; Infine le persone affette da malattie croniche sono a loro volta più soggette ad altre malattie croniche.
E’ comprovato che le opersone con malattie croniche hanno prospettive di impiego più basse. Sul luogo di lavoro, infatti, è frequente una insuufficiente consapevolezza rispetto al potenziale che hanno i lavoratori con malattie croniche di continuare a lavorare e una mancanza di conoscenza degli strumenti che possono rendere reale tale potenziale. Sussiste così il rischio concreto che professionisti qualificati siano esclusi dalla vita lavorativa.
Il fatto di poter lavorare più a lungo possibile assicura alle persone affette da malattie croniche una routine quotidiana, ma è anche un fattore di protezione per migliorare la qualità della vita e il loro benessere. Pertanto, qualora il posto di lavoro non abbia un impatto diretto sulla progressione della malattia, i lavoratori possono scegliere di continuare a lavorare.
Con uno specifico programma la Commissione Europea supporta gli stati membri e i loro posti di lavoro nel creare condizioni lavorative che promuovano il benessere, la salute e la work ability, nel prevenire lo sviluppo di malattie croniche, e nell’aiutare gli individui con condizioni croniche di salute a continuare a lavorare. Ciò porta benefici per i lavoratori e i datori di lavoro, così come per l’intera società.
Questa interessante iniziativa è diretta ai manager di tutti i tipi di imprese e ha lo scopo di incrementare la consapevolezza dei manager sui benefici dell’inclusione e di una buona gestione dei lavoratori con, o a rischio di, malattie croniche. Inoltre, fornendo informazioni su strumenti per misurare e rafforzare l’inclusione e la work ability dei lavoratori con malattie croniche si tengono in considerazione il funzionamento umano, le competenze personali e le caratteristiche comuni delle malattie croniche aiutando ad assicurare che l’ambiente lavorativo sia un facilitatore, non una barriera, verso una migliore inclusione e work ability di tutti i lavoratori.
Si fa ricorso agli accomodamenti ragionevoli suggeriti dai disability manage, previsti peraltro dalla legge 62/2024, per consentire alla persona qualificata che è affetta da una malattia cronica di svolgere le mansioni più facilmente/più agevolmente al fine di garantire la possibilità di godere dei diritti umani.
Domenico Della Porta – Disability Manager